Sinossi

“Lasciatemelo confessare una volta per tutte, leggitori cortesi: io ho sempre avuto per le Ma­rionette una stragrande simpatia; e quando mi capita una mezz’ora di libertà, rallegrata da un briciolino di buon umore, mi piace di andarla a passare in compagnia di quelle teste di legno che, volere o non volere, hanno divertito il prossimo da trenta secoli in qua, e che in momenti difficilis­simi, sotto il giogo di venti tirannie, tra gli eccessi di cento rivoluzioni, quando la critica imbava­gliata o spaurita disertava i teatri, hanno rizzato cattedra di buon senso nei trivii; e hanno difeso, a gran colpi di satira improvvisata, in barba alla censura impotente, contro le prepotenze del dispo­tismo e contro gli abusi delle plebi infellonite, i sacri diritti della libertà e della morale…”
È questa la ristampa anastatica del volume pubblicato a Firenze nel 1902 dall’editore Bemporad, preceduta da un saggio sulla sociologia del teatro di figura.